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Dal 23 marzo 2011, in via sperimentale, tutte le presentazioni all’interno del planetario saranno trasmesse on line, in tempo reale, dalla nostra WEB – TV di “GLOMERA”, Astronomia in diretta.

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http://notizie.virgilio.it/tecnologia/morte_stella.html?pmk=hpppstr1_8

Le grandi scoperte non si fanno quasi mai per caso. A volte però più che l'impegno e la costanza, a premiare gli scienziati è la buona sorte. Lo sa bene Alicia Soderberg, il cui nome passerà agli annali come quello della prima ricercatrice che ha assistito alla morte, o almeno all’inizio dell’agonia, di una stella. Il fenomeno, uno dei spettacolari dell’universo, non era mai stato osservato “dal vivo”. Gli scienziati si erano dovuti accontentare di simulazioni al computer. “Una stella è esplosa proprio davanti ai miei occhi” ha spiegato Alicia, ricercatrice alla Princeton University del New Jersey.
Lo scorso gennaio, in un giorno come tanti, l’astrofisica stava osservando lo spazio profondo attraverso lo schermo del suo computer. In un angolo si aspettava di vedere un piccolo, monotono sbaffo, testimonianza di una supernova vecchia di circa un mese. Invece quello che apparve davanti ai suoi occhi fu tutt’altro che noioso. Una luce estremamente intensa emerse dallo spazio.
Soderberg guarda alla scoperta come a un evento davvero fortunato. Aveva chiesto a Neil Gehrels di indirizzare il satellite Swift verso una precisa coordinata, per poter studiare un’altra supernova. Con lei c’era inoltre il suo collega Edo Berger, che aveva il compito di tenere d’occhio lo schermo mentre Alicia stava tenendo alcune lezioni.
“È stata davvero una catena di eventi fortunati, una vera sorpresa – ha spiegato l’astrofisica, che ora sta guidando il gruppo impegnato nello studio dell’esplosione -. È stata tutta una questione di minuti”.
Soderberg e Berger volevano osservare una supernova conosciuta come SN 2007uy nella galassia NGC 2770, localizzata a 90 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione di Lynx (la Lince). L’improvvisa apparizione vicino ai raggi-X emessi dalla nuova supernova, catturati con facilità dal satellite Nasa dotati di strumenti in grado di cogliere anche i raggi gamma e gli ultravioletti, ha portato gli scienziati sulla nuova strada. Senza i potenti mezzi di Swift, un evento tanto raro non avrebbe potuto essere colto.
“Questo fenomeno è stato ipotizzato già 30 anni fa, ma ora è stato osservato per la prima volta – ha spiegato Roger Chevalier, professore di astronomia all’università della Virginia – “Queste sono le prime osservazioni della luce di una supernova dopo il collasso centrale che ha avviato l’esplosione”.
Quando una stella è prossima alla fine della propria esistenza, la pressione di radiazione del nucleo non è più in grado di contrastare la gravità degli strati più esterni dell'astro. Di conseguenza il nucleo va incontro ad un collasso, mentre gli strati più esterni vengono espulsi in maniera più o meno violenta; ciò che resta è un oggetto estremamente denso: una stella degenere. Anche se sono numerosissime, l’uomo ha poche speranze di assistere alla morte di una stella. La loro vita dura infatti miliardi di anni.

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LA MERIDIANA A CAMERA OSCURA DELLA CHIESA MADRE DI CASTROREALE (ME)

L’UNICA ESISTENTE NELLA PROVINCIA DI MESSINA

Finalmente dopo oltre 150 anni la Meridiana di Castroreale è tornata al suo antico splendore.  E' un'emozione attendere il mezzodì per vedere l’immagine del Sole intersecare la linea Meridiana tracciata dal Castroregalese Nicolò Perroni Basquez sul pavimento della chiesa Madre. In quel preciso istante la meridiana indica il mezzogiorno vero del luogo in ore antiche da campanile. La riscoperta di questo affascinante strumento astronomico si aggiunge alle numerose opere d’arte che gelosamente Castroreale custodisce e che il visitatore potrà ammirare ed apprezzare.

Di recente è stato pubblicato in proposito dal Comune di Castroreale, il volume “LE ORE ANTICHE DI CASTROREALE”, curato da Paolo Faranda, presidente dell'associazione Andromeda. Il testo è disponibile gratuitamente presso la Civica Biblioteca.

 

LE  ORE ANTICHE

  

 DI

  

CASTROREALE

 

 

A fianco, il campanile medioevale della Chiesa Madre di Castroreale. Si ritiene che prima del 1902 al posto degli attuali orologi ci fossero due orologi solari. Da documenti storici risulta che prima di tale data gli orologi preesistenti indicavano le Ore Antiche da Campanile. Gli attuali indicano le ore europee o alla francese.

Sotto, alcune immagini della Chiesa Madre.

 

La realizzazione della Meridiana nella Chiesa Madre di Castroreale, per opera del castrense

Nicolò Perroni Basquez nel 1854, è una delle ultime importanti espressioni della cultura Castroregalese (oggi Castrense) dell’ottocento, realizzata proprio in concomitanza dell’inizio della decadenza del paese, frutto di un lento progressivo impoverimento demografico, economico e culturale.

La Sicilia può vantare su tutte le Regioni italiane il primato per il numero di meridiane a camera oscura realizzate e quella di Castroreale è l’unica esistente e funzionante della provincia di Messina. 

La sua presenza testimonia il fervore culturale di una comunità che, a pieno titolo, primeggiava tra quelle limitrofe e, non ultima con quella di Messina dove vivaci intelletti hanno contribuito nel XVIII E XIX secolo all’affermarsi dell’astronomia. Basti ricordare Francesco Maurolico (7) e Antonio Maria Jaci. 

 Ha destato un certo stupore l’aver scoperto che, a differenza di tutte le altre meridiane, quella di Castroreale sia stata pensata e realizzata non da un astronomo o un matematico, ma da un professore di lettere antiche appassionato di astronomia. Ma non è un caso isolato. La meridiana di S. Maria degli Angeli di Roma, fu realizzata dal  Francesco Bianchini (1662 - 1729 ), avvocato e studioso di matematica ed astronomia. 

 Per realizzare la sua opera, il Perroni avrà di certo eseguito calcoli, disegni, misure e quant’altro necessario per la sua costruzione, ma nulla di tutto ciò a noi è giunto. Pertanto, non avendo nessun elemento certo di partenza se non la linea meridiana tracciata sul pavimento ed il foro gnomico nel soffitto ligneo della chiesa, ho percorso a ritroso il procedimento di calcolo verificandone i risultati. Con il presente volume ho inteso non disperdere la memoria storica di tale opera e del suo autore da un lato, e permettere a tutti di comprendere e capire il funzionamento di una meridiana ed apprezzarne il valore scientifico dall’altro, sicuro di soddisfare la curiosità di molti lettori, in modo particolare di coloro che più di altri sono dediti allo studio delle scienze e dell’astronomia in particolare. 

 Concordo con tutti coloro che sostengono che scienza e conoscenza siano un bene di tutti e che la loro diffusione, a qualsiasi livello, sia un dovere di chi ne entra in possesso. Scienza e conoscenza non sono e non devono essere un privilegio di pochi.

 

INTRODUZIONE

 

Entrando nella Chiesa Madre di  Castroreale, dedicata  a Santa Maria Assunta, può sfuggire la presenza  di una linea meridiana  che partendo  dalla seconda  colonna della  navata destra , corre  trasversalmente  lungo   il  pavimento  fino  a interessare la mezzeria della  navata centrale,  indicando la direzione Sud - Nord del meridiano terrestre del luogo.

 

 Né i rovinosi terremoti (6) del 1894, del 1908 e del  1978, né la mano dell'uomo danneggiarono fortunatamente la Meridiana che è  giunta a noi quasi del tutto integra. 

 

 Fu ideata e realizzata nel 1854 (1)  dal Castroregalese Nicolò Perroni  Basquez,  ma  non  fu  portata a totale compimento (2). Da  notizie  attinte  direttamente  da  una  pronipote,  la signora Maria  Quagliata, residente tuttora a Castroreale, e da  ricerche  effettuate  presso  l'archivio  comunale, il suo bisnonno ebbe i natali in Castroreale il 24/XII/1821 (3) dal padre Giuseppe e dalla madre Benedetta Perroni. Sposò la  signora  Giuseppina  Anastasio   e  dal  loro matrimonio nacquero, a  distanza di circa dieci  anni uno dall'altro, tre figli: Benedetta, Gaetano e Marietta. Laureatosi  in   lettere  classiche,   fu  come   il  padre Giuseppe, professore  di  latino e greco presso  il  Regio Ginnasio, pubblicò diversi libri di poesie  e fu autore di una grammatica latina adottata in diverse scuole del Regno.

 Amante della musica e delle scienze si  laureò forse anche in  matematica, ma  non si  hanno notizie  certe in proposito.  Fu  sicuramente  un cultore dell'astronomia: non si spiegherebbero altrimenti le capacità e l'impegno profusi nell'ideazione e realizzazione  di una meridiana, cosa non certo semplice per chi non è in possesso di adeguate conoscenze scientifiche.

 Di nobili origini (il casato ha uno stemma  nel quale sono rappresentati due  vulcani in eruzione), Nicolò Perroni ebbe aggiunto il cognome "Basquez" essendo stato adottato da uno zio spagnolo.

 Fu anche l'autore dell'epigrafe  su  marmo   posta  sulla sommità della fontana addossata  al muro esterno della Chiesa del  SS. Salvatore  e prospiciente il palazzo  Peculio (attuale sede  del  Municipio)  che si  affaccia  sull'attuale  piazza Sandro Pertini, a fianco del vecchio Monte di Pietà.

 

 Il testo latino così recita:

 

 HIC POSUERE PATRES MONTEM PIETATIS ET UNDAM,

AUFERT ILLE FAMEM, DETRAHIT ISTA SITIM

 MDCCCLXXIII

 

  La traduzione del distico elegiaco  è la seguente:

 

IN QUESTO LUOGO  I NOSTRI AVI POSERO  IL MONTE DI PIETA' E L'ACQUA: QUELLO TOGLIE LA FAME, QUESTA ALLONTANA LA SETE.

1873

 

Morì a  Castroreale in via Artemisia  n.16, l'attuale corso Umberto I, la  via principale del paese che  dalla piazza del Duomo conduce  alla piazza della Candelora,  l'attuale piazza G. Garibaldi, il 12/III/1875 a  soli 54  anni (4)  a seguito di un colpo apoplettico  mentre a scuola svolgeva una lezione.  Fu sepolto probabilmente in una Chiesa di Castroreale, forse  in quella di  S. Agata, l'attuale Chiesa "du Signuri Longu", ma  non si hanno notizie certe. Il pavimento della  Chiesa dal 1860  a oggi è stato  rifatto per ben  due volte  e attualmente  non v'è  alcuna lapide  che ne indichi la  sepoltura.

 Persona  coltissima e  spirito eclettico,  merita di  essere ricordato  per  il  suo  ingegno  e per  l'opera  che  ci  ha tramandato.

L'ultima poesia  di una  sua raccolta pubblicata  nel 1855, termina con questi versi:

 

 

          " Forse un dì questa misera terra

               visitando i miei tardi nepoti,

                                                      su la tomba verranno devoti

                                                         ove spento sepolto sarò." 

 

 

LEGGI IL TESTO

PROGRAMMA PER IL CALCOLO E LA VERIFICA

 

DI UNA MERIDIANA A CAMERA OSCURA

Un software completo

utile anche per la realizzazione

di un quadrante solare orizzontale e stilo verticale

Segnaliamo a tutti i patiti di GNOMONICA il programma "CALCOLO ELLISSI MERIDIANE A CAMERA OSCURA" scritto da Agostino REGGIANI e Paolo LUPI di Sanremo. Il programma consente non solo di verificare ed eventualmente disegnare le ellissi (proiezione sul piano orizzontale del cono di luce proveniente dal foro gnomonico) su una meridiana, ma anche di verificare e progettare una nuova meridiana. La versione 1_02a  del programma contiene all'interno i dati di 20 meridiane.Di seguito una schermata del sw suggerito.

Calcolo e verifica di una Meridiana a camera oscura
Utile e indispensabile... per tutti gli appassionati di gnomonica!!!
Scarica qui il programma. Installa il programma sul PC usando la procedura guidata lanciando il file SetUp.EXE o, senza installazione, memorizzalo su chiavetta usb e lancia il programma EllissiMeridianeACameraOscura.EXE contenuto nella cartella Support.
Per ulteriori approfondimenti contattare la nostra associazione o direttamente gli autori all'indirizzo PaoloSanremo@gmail.com
EllissiMeridiane1_02b.zip
Archivio compresso in formato ZIP [2.7 MB]
Download

PROGRAMMI PROGETTAZIONE

 

QUADRANTI SOLARI

Segnaliamo questi software per la realizzazione

di un quadrante solare

http://www.shadowspro.com/it/index.html

 

Una meridiana originale o un astrolabio a casa vostra

Shadows è un programma per disegnare meridiane e astrolabi.

Può essere usato da chiunque senza competenze specifiche.

Effettua tutti i calcoli necessari e disegna i risultati secondo le preferenze dell'utente.

OROLOGI SOLARI E MERIDIANE

…un software completamente gratuito

per la realizzazione di un quadrante solare…

Home page del sito di Gianpiero Casalegno

Per scaricare il programma, per saperne di più clicca su

 

http://digilander.libero.it/orologi.solari/


 

 

Se vuoi far parte del gruppo di "patiti" di GNOMONICA, partecipa al forum

 

http://it.groups.yahoo.com/group/gnomonicaitaliana/ 

CURIOSITA'

Forse non tutti sanno che...a Messina...

Ciack, va in scena l’orologio

 

Ore dodici di ogni giorno.

Sembrerebbe parte di una sceneggiatura cinematografica, e invece no. Infatti, sono tanti i turisti o i semplici curiosi che allo scoccare di mezzogiorno, nella piazza antistante la cattedrale peloritana, preparano fotocamere, videocamere o, più semplicemente, stanno col naso all’insù, osservando,

ammirati ed interessati, uno spettacolo particolare.

 

Ma prima occorre fare un passo indietro. Il campanile del Duomo di Messina è balzato recentemente

agli onori della cronaca nazionale, ma senz’altro anche europea, poiché risulta essere il terzo campanile più fotografato del vecchio continente, dunque uno tra gli edifici di valore storico ed artistico più considerati ed ammirati d’Italia.

 

Nel corso della sua storia, il campanile peloritano ha sempre avuto un rapporto simbiotico con la realtà della città dello stretto, infatti, sin dalla sua edificazione nel ‘500, è stato sia vittima di eventi sfortunati, come l’impatto con un fulmine, che tragici, come il terremoto del 1783, che lo danneggiò gravemente, o quello ben più famoso del 1908, che lo distrusse totalmente.

La sua fisionomia attuale, infatti, risale proprio al periodo seguente quella calamità che rase al suolo sia Messina che Reggio Calabria all’inizio del ‘900.

Fu progettato dall’architetto Valenti utilizzando i progetti originali, dunque a forma di torre uadrangolare a cuspide alta 60 metri, ed alleggerendo la sua corposa struttura con l’inserimento di coppie di bifore, contenenti archi a sesto tondo.

In altezza è suddiviso in quattro ordini, finemente ornati con dei cornicioni, fondamentali per la struttura ed il funzionamento della grande opera che lo caratterizza.

Ci riferiamo allo splendido orologio meccanico- astronomico animato, il più grande ed articolato che esista al mondo, il cui complesso meccanismo è racchiuso all’interno della maestosa struttura della torre campanaria, e che fu commissionato nel 1933 dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta dei fratelli Ungerer di Strasburgo.

 

Lo spettacolo giornaliero al quale ci si riferiva poco sopra, è quello creato dall’animazione che si  realizza lungo i quattro ordini che costituiscono il campanile, azionata, come detto, dallo scoccare delle ore dodici. Più nel dettaglio, i meccanismi automatici dell’orologio mettono in moto un preciso movimento di statue in bronzo dorato, che animano, richiamandosene, alcuni episodi accaduti o legati alla città di Messina, il tutto scandito musicalmente da sonorità sacre, mediante l’uso delle campane presenti all’interno del campanile.

Le scene animate si susseguono cominciando dal quarto ordine: ci si trova al cospetto di un leone ruggente, simbolo della costanza e della tenacia che la città di Messina ha sempre dimostrato di avere, reagendo alle tante calamità che l’hanno purtroppo colpita nel corso della sua lunga storia.

Successivamente, all’altezza del terzo ordine, quello della bifora che contiene la campana delle ore, del 1590, e quella dei quarti, del 1679, un possente gallo canta al centro di due figure di donna che scandiscono il tempo, e che rappresentano Dina e Clarenza, due eroine locali che parteciparono all’insurrezione del popolo contro l’esercito del sovrano Carlo d’Angiò nell’agosto del 1282, episodio che rientra a pieno titolo nella c.d. guerra del Vespro, meglio conosciuta come Vespri siciliani.

 

In seguito l’animazione prosegue con la scena della consegna della lettera della Madonna, per il tramite di un angelo, a quattro diplomatici di Messina, i quali insieme a S. Paolo s’inchinano innanzi alla Vergine. Relativamente a tale ultima scena, appare opportuno ricordare che la Madonna della Lettera, oltre ad  essere la santa patrona della città, festeggiata il 3 giugno, è stata omaggiata di una statua situata sul braccio estremo del porto falcato di Messina, alla cui base si trova la scritta Vos et Ipsam civitatem benedicimus, ovvero "Benedico voi e la vostra città", frase che, secondo la tradizione, termina la lettera che la Vergine inviò ai messinesi nel 42 d. C. Dopo di ciò, compaiono in successione le rappresentazioni del Presepio, dell’Epifania, della Resurrezione e della Pentecoste, in commemorazione delle quattro più importanti festività religiose; un quadro raffigurante il Santuario di Montalto, particolarmente venerato durante la guerra dei Vespri, ed inoltre una colomba in volo indicante l’eccezionale evento della costruzione dello stesso edificio campanario. Infine, l’animazione si conclude con la rappresentazione delle quattro età dell’uomo, che si alternano ogni quarto d’ora, ovvero l’infanzia, l’adolescenza, l’età della maturità e la vecchiaia, la quale anticipa l’apparizione della figura della morte che impugna una falce. Conclude la scena una biga trainata da un cervo ad indicare il giorno della settimana.

 

Ma anche il lato sud del campanile messinese è meritevole d’attenzione, presentando in alto un globo, metà nero e metà dorato, il quale roteando lentamente su se stesso indica le fasi lunari.

Appena più sotto è presente un quadrante del sistema planetario, con un meccanismo costituito da ben trentacinque ruote, rappresentante il sistema solare con i relativi segni dello zodiaco. Più in basso, all’interno di un calendario continuo, una statua marmorea di un angelo indica la data del giorno con la punta di una freccia.

 

L’importanza e l’unicità del campanile meccanizzato del Duomo di Messina, è ulteriormente dimostrata dalla circostanza che se ne conserva una copia, in scala ridotta, all’interno dell’autorevole Museo della Tecnica di Berlino. Dunque, appare chiaro, dalla descrizione appena riportata, che la città dello Stretto, accanto alla sua movimentata quotidianità, possiede gioielli architettonici

invidiabili e dalla caratteristiche uniche, comprensibilmente fotografati dal vivo da decine di migliaia di turisti e le cui foto sono tra le più scaricate dai siti web turistici, ad ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la Sicilia, col suo immenso patrimonio artistico, a ragion veduta si evidenzia nell’ambito delle più importanti classifiche internazionali legate a tematiche culturali.

 

Antonio Fragapane

APPROFONDIMENTI SUL CAMPANILE ASTRONOMICO

A cura di Paolo Faranda

L’OROLOGIO

L’orologio ha un quadrante per ogni lato del Campanile. Il diametro di ogni quadrante è di metri 2,40, la lancetta grande dei minuti misura metri 1,10 e quella delle ore metri 0,90. Le lancette dei quadranti sono collegate per mezzo di quattro assi, con giunti cardanici a quello centrale dell’orologio e quindi si spostano tutte contemporaneamente. Tutti i quadranti sono retroilluminati per la visione notturna.

 

LA LUNA E LE SUE FASI

Il globo che raffigura la Luna, metà nero e metà dorato, è collegato attraverso un asse al movimento principale dell’orologio. La sfera ha un diametro di 1,10 metri. Le fasi lunari si susseguono grazie ad un apparecchio di demoltiplica interfacciato al quadro o banco di movimento del sistema planetario.

 

IL SISTEMA PLANETARIO

E’ inserito in un quadro che ha un diametro di 5 metri e occupa la facciata sottostante la Luna. L’asse che governa i nove pianeti (all’epoca i pianeti principali del sistema solare, riconosciuti come tale dall’U.A.I., erano appunto nove, oggi otto) ha un diametro di 8 centimetri. Il sistema planetario rappresentato è quello copernicano ed è mosso da 35 ruote dentate il cui asse di rotazione fa capo al movimento principale dell’orologio. Il quadro è finestrato e smontabile per consentire il collocamento e la manutenzione dei vari componenti simbolici (il Sole e i pianeti ecc.).

 

IL CALENDARIO

Il calendario ha un diametro di metri 3,50 ed è composto di un cerchio concentrico largo 60 centimetri, suddiviso in 365 giorni dal lato esterno e nei dodici mesi dell’anno dalla parte interna. Al centro di esso è raffigurato il Sole, faro e vita dell’universo, in alto, a semicerchio, tre stelle che probabilmente simboleggiano la Trinità. Sul lato sinistro del cerchio è posto un Angelo recante in mano una freccia fissa che indica, con la sua estremità, il giorno e il mese in corso. L’asse del cerchio ha un ingranaggio composto di 365 denti, uno per ogni giorno dell’anno, che a loro volta in ragione della loro lunghezza trascinano i cerchi indicanti il mese e l’anno.

 

OSSERVAZIONI

Tutto il movimento principale dell’orologio impegna una potenza di 6 cv (circa 4,41 kw). Il funzionamento sia dei quadri collegati direttamente all’ingranaggio principale dell’orologio, sia dei quadri a movimento indipendente, ma pur sempre diretti dal meccanismo principale, avviene per mezzo di cavi metallici alle cui estremità sono attaccati dei contrappesi che si svolgono lentamente dal banco di movimento e si riavvolgono automaticamente per mezzo di un dispositivo elettromeccanico.

Tutto l’insieme è un’opera di complessa meccanica realizzata dalla Ditta costruttrice (F.A. Ungerer), la stessa che costruì nel 1838 l’orologio esistente a Strasburgo, simile a quello di Messina ma più piccolo nei suoi congegni e più complesso nella parte astronomica poiché oltre alle fasi della Luna sono raffigurati le eclissi solari e lunari e altri eventi astronomici.