LA MERIDIANA A CAMERA OSCURA DELLA CHIESA MADRE DI CASTROREALE (ME)
L’UNICA ESISTENTE NELLA PROVINCIA DI MESSINA
Finalmente dopo oltre 150 anni la Meridiana di Castroreale è tornata al suo antico splendore. E' un'emozione attendere il mezzodì per vedere l’immagine del Sole intersecare la linea Meridiana tracciata dal Castroregalese Nicolò Perroni Basquez sul pavimento della chiesa Madre. In quel preciso istante la meridiana indica il mezzogiorno vero del luogo in ore antiche da campanile. La riscoperta di questo affascinante strumento astronomico si aggiunge alle numerose opere d’arte che gelosamente Castroreale custodisce e che il visitatore potrà ammirare ed apprezzare.
Di recente è stato pubblicato in proposito dal Comune di Castroreale, il volume “LE ORE ANTICHE DI CASTROREALE”, curato da Paolo Faranda, presidente dell'associazione Andromeda. Il testo è disponibile gratuitamente presso la Civica Biblioteca.
A fianco, il campanile medioevale della Chiesa Madre di Castroreale. Si ritiene che prima del 1902 al posto degli attuali orologi ci fossero due orologi solari. Da documenti storici risulta che prima di tale data gli orologi preesistenti indicavano le Ore Antiche da Campanile. Gli attuali indicano le ore europee o alla francese.
Sotto, alcune immagini della Chiesa Madre.
La realizzazione della Meridiana nella Chiesa Madre di Castroreale, per opera del castrense
Nicolò Perroni Basquez nel 1854, è una delle ultime importanti espressioni della cultura Castroregalese (oggi Castrense) dell’ottocento, realizzata proprio in concomitanza dell’inizio della decadenza del paese, frutto di un lento progressivo impoverimento demografico, economico e culturale.
La Sicilia può vantare su tutte le Regioni italiane il primato per il numero di meridiane a camera oscura realizzate e quella di Castroreale è l’unica esistente e funzionante della provincia di Messina.
La sua presenza testimonia il fervore culturale di una comunità che, a pieno titolo, primeggiava tra quelle limitrofe e, non ultima con quella di Messina dove vivaci intelletti hanno contribuito nel XVIII E XIX secolo all’affermarsi dell’astronomia. Basti ricordare Francesco Maurolico (7) e Antonio Maria Jaci.
Ha destato un certo stupore l’aver scoperto che, a differenza di tutte le altre meridiane, quella di Castroreale sia stata pensata e realizzata non da un astronomo o un matematico, ma da un professore di lettere antiche appassionato di astronomia. Ma non è un caso isolato. La meridiana di S. Maria degli Angeli di Roma, fu realizzata dal Francesco Bianchini (1662 - 1729 ), avvocato e studioso di matematica ed astronomia.
Per realizzare la sua opera, il Perroni avrà di certo eseguito calcoli, disegni, misure e quant’altro necessario per la sua costruzione, ma nulla di tutto ciò a noi è giunto. Pertanto, non avendo nessun elemento certo di partenza se non la linea meridiana tracciata sul pavimento ed il foro gnomico nel soffitto ligneo della chiesa, ho percorso a ritroso il procedimento di calcolo verificandone i risultati. Con il presente volume ho inteso non disperdere la memoria storica di tale opera e del suo autore da un lato, e permettere a tutti di comprendere e capire il funzionamento di una meridiana ed apprezzarne il valore scientifico dall’altro, sicuro di soddisfare la curiosità di molti lettori, in modo particolare di coloro che più di altri sono dediti allo studio delle scienze e dell’astronomia in particolare.
Concordo con tutti coloro che sostengono che scienza e conoscenza siano un bene di tutti e che la loro diffusione, a qualsiasi livello, sia un dovere di chi ne entra in possesso. Scienza e conoscenza non sono e non devono essere un privilegio di pochi.
INTRODUZIONE
Entrando nella Chiesa Madre di Castroreale, dedicata a Santa Maria Assunta, può sfuggire la presenza di una linea meridiana che partendo dalla seconda colonna della navata destra , corre trasversalmente lungo il pavimento fino a interessare la mezzeria della navata centrale, indicando la direzione Sud - Nord del meridiano terrestre del luogo.
Né i rovinosi terremoti (6) del 1894, del 1908 e del 1978, né la mano dell'uomo danneggiarono fortunatamente la Meridiana che è giunta a noi quasi del tutto integra.
Fu ideata e realizzata nel 1854 (1) dal Castroregalese Nicolò Perroni Basquez, ma non fu portata a totale compimento (2). Da notizie attinte direttamente da una pronipote, la signora Maria Quagliata, residente tuttora a Castroreale, e da ricerche effettuate presso l'archivio comunale, il suo bisnonno ebbe i natali in Castroreale il 24/XII/1821 (3) dal padre Giuseppe e dalla madre Benedetta Perroni. Sposò la signora Giuseppina Anastasio e dal loro matrimonio nacquero, a distanza di circa dieci anni uno dall'altro, tre figli: Benedetta, Gaetano e Marietta. Laureatosi in lettere classiche, fu come il padre Giuseppe, professore di latino e greco presso il Regio Ginnasio, pubblicò diversi libri di poesie e fu autore di una grammatica latina adottata in diverse scuole del Regno.
Amante della musica e delle scienze si laureò forse anche in matematica, ma non si hanno notizie certe in proposito. Fu sicuramente un cultore dell'astronomia: non si spiegherebbero altrimenti le capacità e l'impegno profusi nell'ideazione e realizzazione di una meridiana, cosa non certo semplice per chi non è in possesso di adeguate conoscenze scientifiche.
Di nobili origini (il casato ha uno stemma nel quale sono rappresentati due vulcani in eruzione), Nicolò Perroni ebbe aggiunto il cognome "Basquez" essendo stato adottato da uno zio spagnolo.
Fu anche l'autore dell'epigrafe su marmo posta sulla sommità della fontana addossata al muro esterno della Chiesa del SS. Salvatore e prospiciente il palazzo Peculio (attuale sede del Municipio) che si affaccia sull'attuale piazza Sandro Pertini, a fianco del vecchio Monte di Pietà.
Il testo latino così recita:
HIC POSUERE PATRES MONTEM PIETATIS ET UNDAM,
AUFERT ILLE FAMEM, DETRAHIT ISTA SITIM
MDCCCLXXIII
La traduzione del distico elegiaco è la seguente:
IN QUESTO LUOGO I NOSTRI AVI POSERO IL MONTE DI PIETA' E L'ACQUA: QUELLO TOGLIE LA FAME, QUESTA ALLONTANA LA SETE.
1873
Morì a Castroreale in via Artemisia n.16, l'attuale corso Umberto I, la via principale del paese che dalla piazza del Duomo conduce alla piazza della Candelora, l'attuale piazza G. Garibaldi, il 12/III/1875 a soli 54 anni (4) a seguito di un colpo apoplettico mentre a scuola svolgeva una lezione. Fu sepolto probabilmente in una Chiesa di Castroreale, forse in quella di S. Agata, l'attuale Chiesa "du Signuri Longu", ma non si hanno notizie certe. Il pavimento della Chiesa dal 1860 a oggi è stato rifatto per ben due volte e attualmente non v'è alcuna lapide che ne indichi la sepoltura.
Persona coltissima e spirito eclettico, merita di essere ricordato per il suo ingegno e per l'opera che ci ha tramandato.
L'ultima poesia di una sua raccolta pubblicata nel 1855, termina con questi versi:
" Forse un dì questa misera terra
visitando i miei tardi nepoti,
su la tomba verranno devoti
ove spento sepolto sarò."
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PROGRAMMA PER IL CALCOLO E LA VERIFICA
DI UNA MERIDIANA A CAMERA OSCURA
Segnaliamo a tutti i patiti di GNOMONICA il programma "CALCOLO ELLISSI MERIDIANE A CAMERA OSCURA" scritto da Agostino REGGIANI e Paolo LUPI di Sanremo. Il programma consente non solo di verificare ed eventualmente disegnare le ellissi (proiezione sul piano orizzontale del cono di luce proveniente dal foro gnomonico) su una meridiana, ma anche di verificare e progettare una nuova meridiana. La versione 1_02a del programma contiene all'interno i dati di 20 meridiane.Di seguito una schermata del sw suggerito.
PROGRAMMI PROGETTAZIONE
QUADRANTI SOLARI
http://www.shadowspro.com/it/index.html
Shadows è un programma per disegnare meridiane e astrolabi.
Può essere usato da chiunque senza competenze specifiche.
Effettua tutti i calcoli necessari e disegna i risultati secondo le preferenze dell'utente.
OROLOGI SOLARI E MERIDIANE
…un software completamente gratuito
per la realizzazione di un quadrante solare…
Per scaricare il programma, per saperne di più clicca su
http://digilander.libero.it/orologi.solari/
Se vuoi far parte del gruppo di "patiti" di GNOMONICA, partecipa al forum
Ciack, va in scena l’orologio
Ore dodici di ogni giorno.
Sembrerebbe parte di una sceneggiatura cinematografica, e invece no. Infatti, sono tanti i turisti o i semplici curiosi che allo scoccare di mezzogiorno, nella piazza antistante la cattedrale peloritana, preparano fotocamere, videocamere o, più semplicemente, stanno col naso all’insù, osservando,
ammirati ed interessati, uno spettacolo particolare.
Ma prima occorre fare un passo indietro. Il campanile del Duomo di Messina è balzato recentemente
agli onori della cronaca nazionale, ma senz’altro anche europea, poiché risulta essere il terzo campanile più fotografato del vecchio continente, dunque uno tra gli edifici di valore storico ed artistico più considerati ed ammirati d’Italia.
Nel corso della sua storia, il campanile peloritano ha sempre avuto un rapporto simbiotico con la realtà della città dello stretto, infatti, sin dalla sua edificazione nel ‘500, è stato sia vittima di eventi sfortunati, come l’impatto con un fulmine, che tragici, come il terremoto del 1783, che lo danneggiò gravemente, o quello ben più famoso del 1908, che lo distrusse totalmente.
La sua fisionomia attuale, infatti, risale proprio al periodo seguente quella calamità che rase al suolo sia Messina che Reggio Calabria all’inizio del ‘900.
Fu progettato dall’architetto Valenti utilizzando i progetti originali, dunque a forma di torre uadrangolare a cuspide alta 60 metri, ed alleggerendo la sua corposa struttura con l’inserimento di coppie di bifore, contenenti archi a sesto tondo.
In altezza è suddiviso in quattro ordini, finemente ornati con dei cornicioni, fondamentali per la struttura ed il funzionamento della grande opera che lo caratterizza.
Ci riferiamo allo splendido orologio meccanico- astronomico animato, il più grande ed articolato che esista al mondo, il cui complesso meccanismo è racchiuso all’interno della maestosa struttura della torre campanaria, e che fu commissionato nel 1933 dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta dei fratelli Ungerer di Strasburgo.
Lo spettacolo giornaliero al quale ci si riferiva poco sopra, è quello creato dall’animazione che si realizza lungo i quattro ordini che costituiscono il campanile, azionata, come detto, dallo scoccare delle ore dodici. Più nel dettaglio, i meccanismi automatici dell’orologio mettono in moto un preciso movimento di statue in bronzo dorato, che animano, richiamandosene, alcuni episodi accaduti o legati alla città di Messina, il tutto scandito musicalmente da sonorità sacre, mediante l’uso delle campane presenti all’interno del campanile.
Le scene animate si susseguono cominciando dal quarto ordine: ci si trova al cospetto di un leone ruggente, simbolo della costanza e della tenacia che la città di Messina ha sempre dimostrato di avere, reagendo alle tante calamità che l’hanno purtroppo colpita nel corso della sua lunga storia.
Successivamente, all’altezza del terzo ordine, quello della bifora che contiene la campana delle ore, del 1590, e quella dei quarti, del 1679, un possente gallo canta al centro di due figure di donna che scandiscono il tempo, e che rappresentano Dina e Clarenza, due eroine locali che parteciparono all’insurrezione del popolo contro l’esercito del sovrano Carlo d’Angiò nell’agosto del 1282, episodio che rientra a pieno titolo nella c.d. guerra del Vespro, meglio conosciuta come Vespri siciliani.
In seguito l’animazione prosegue con la scena della consegna della lettera della Madonna, per il tramite di un angelo, a quattro diplomatici di Messina, i quali insieme a S. Paolo s’inchinano innanzi alla Vergine. Relativamente a tale ultima scena, appare opportuno ricordare che la Madonna della Lettera, oltre ad essere la santa patrona della città, festeggiata il 3 giugno, è stata omaggiata di una statua situata sul braccio estremo del porto falcato di Messina, alla cui base si trova la scritta Vos et Ipsam civitatem benedicimus, ovvero "Benedico voi e la vostra città", frase che, secondo la tradizione, termina la lettera che la Vergine inviò ai messinesi nel 42 d. C. Dopo di ciò, compaiono in successione le rappresentazioni del Presepio, dell’Epifania, della Resurrezione e della Pentecoste, in commemorazione delle quattro più importanti festività religiose; un quadro raffigurante il Santuario di Montalto, particolarmente venerato durante la guerra dei Vespri, ed inoltre una colomba in volo indicante l’eccezionale evento della costruzione dello stesso edificio campanario. Infine, l’animazione si conclude con la rappresentazione delle quattro età dell’uomo, che si alternano ogni quarto d’ora, ovvero l’infanzia, l’adolescenza, l’età della maturità e la vecchiaia, la quale anticipa l’apparizione della figura della morte che impugna una falce. Conclude la scena una biga trainata da un cervo ad indicare il giorno della settimana.
Ma anche il lato sud del campanile messinese è meritevole d’attenzione, presentando in alto un globo, metà nero e metà dorato, il quale roteando lentamente su se stesso indica le fasi lunari.
Appena più sotto è presente un quadrante del sistema planetario, con un meccanismo costituito da ben trentacinque ruote, rappresentante il sistema solare con i relativi segni dello zodiaco. Più in basso, all’interno di un calendario continuo, una statua marmorea di un angelo indica la data del giorno con la punta di una freccia.
L’importanza e l’unicità del campanile meccanizzato del Duomo di Messina, è ulteriormente dimostrata dalla circostanza che se ne conserva una copia, in scala ridotta, all’interno dell’autorevole Museo della Tecnica di Berlino. Dunque, appare chiaro, dalla descrizione appena riportata, che la città dello Stretto, accanto alla sua movimentata quotidianità, possiede gioielli architettonici
invidiabili e dalla caratteristiche uniche, comprensibilmente fotografati dal vivo da decine di migliaia di turisti e le cui foto sono tra le più scaricate dai siti web turistici, ad ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la Sicilia, col suo immenso patrimonio artistico, a ragion veduta si evidenzia nell’ambito delle più importanti classifiche internazionali legate a tematiche culturali.
Antonio Fragapane
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L’OROLOGIO
L’orologio ha un quadrante per ogni lato del Campanile. Il diametro di ogni quadrante è di metri 2,40, la lancetta grande dei minuti misura metri 1,10 e quella delle ore metri 0,90. Le lancette dei quadranti sono collegate per mezzo di quattro assi, con giunti cardanici a quello centrale dell’orologio e quindi si spostano tutte contemporaneamente. Tutti i quadranti sono retroilluminati per la visione notturna.
LA LUNA E LE SUE FASI
Il globo che raffigura la Luna, metà nero e metà dorato, è collegato attraverso un asse al movimento principale dell’orologio. La sfera ha un diametro di 1,10 metri. Le fasi lunari si susseguono grazie ad un apparecchio di demoltiplica interfacciato al quadro o banco di movimento del sistema planetario.
IL SISTEMA PLANETARIO
E’ inserito in un quadro che ha un diametro di 5 metri e occupa la facciata sottostante la Luna. L’asse che governa i nove pianeti (all’epoca i pianeti principali del sistema solare, riconosciuti come tale dall’U.A.I., erano appunto nove, oggi otto) ha un diametro di 8 centimetri. Il sistema planetario rappresentato è quello copernicano ed è mosso da 35 ruote dentate il cui asse di rotazione fa capo al movimento principale dell’orologio. Il quadro è finestrato e smontabile per consentire il collocamento e la manutenzione dei vari componenti simbolici (il Sole e i pianeti ecc.).
IL CALENDARIO
Il calendario ha un diametro di metri 3,50 ed è composto di un cerchio concentrico largo 60 centimetri, suddiviso in 365 giorni dal lato esterno e nei dodici mesi dell’anno dalla parte interna. Al centro di esso è raffigurato il Sole, faro e vita dell’universo, in alto, a semicerchio, tre stelle che probabilmente simboleggiano la Trinità. Sul lato sinistro del cerchio è posto un Angelo recante in mano una freccia fissa che indica, con la sua estremità, il giorno e il mese in corso. L’asse del cerchio ha un ingranaggio composto di 365 denti, uno per ogni giorno dell’anno, che a loro volta in ragione della loro lunghezza trascinano i cerchi indicanti il mese e l’anno.
OSSERVAZIONI
Tutto il movimento principale dell’orologio impegna una potenza di 6 cv (circa 4,41 kw). Il funzionamento sia dei quadri collegati direttamente all’ingranaggio principale dell’orologio, sia dei quadri a movimento indipendente, ma pur sempre diretti dal meccanismo principale, avviene per mezzo di cavi metallici alle cui estremità sono attaccati dei contrappesi che si svolgono lentamente dal banco di movimento e si riavvolgono automaticamente per mezzo di un dispositivo elettromeccanico.
Tutto l’insieme è un’opera di complessa meccanica realizzata dalla Ditta costruttrice (F.A. Ungerer), la stessa che costruì nel 1838 l’orologio esistente a Strasburgo, simile a quello di Messina ma più piccolo nei suoi congegni e più complesso nella parte astronomica poiché oltre alle fasi della Luna sono raffigurati le eclissi solari e lunari e altri eventi astronomici.