Associazione di astrofili per lo sviluppo turistico integrato del territorio
la divulgazione delle scienze e dell'astronomia.
A Castroreale (come in altri piccoli paesi) è consuetudine far due passi in centro lungo il Corso Umberto I che dalla bellissima piazza dell’Aquila conduce alla non meno affascinante piazza della Candelora. Dire “far due passi” è un eufemismo, perché di passi se ne fanno molti di più. Così chiacchierando con qualche amico, i due passi diventano oltre mille e si conversa per qualche ora. Uno degli argomenti sui cui spesso si discute e si dibatte è il “turismo a Castroreale”. Non vi nascondo che ne ho sentite di tutti i colori! Ognuno di noi dice la sua su cosa si dovrebbe fare, su cosa si è fatto, non si è fatto o si è fatto male, sull’Amministrazione comunale che dovrebbe fare….., sull’Amministrazione provinciale che non fa nulla, sulla Pro Loco che non si interessa abbastanza e così via. Chi più ne ha più ne metta! E’ un continuo susseguirsi di “mugugni” e proteste di vario tenore e genere senza mai approdare a un risultato concreto. Parole, parole, parole…, parole al vento. La realtà è che non si fa e non si è fatto nulla in termini di economia, non certo in termini d’impegno da parte di molti cittadini che non senza rinunce e sacrifici hanno dato il massimo per la buona riuscita di uno spettacolo o di una manifestazione. Ho sempre sostenuto con piena convinzione che il Turismo con la T maiuscola non è un’estemporanea attività di cui si devono occupare solo le istituzioni, ma anche tutta la collettività la quale deve essere coinvolta attraverso una lenta ed incisiva azione culturale. Fare turismo è un’operazione di Mercato e, come tale, deve essere gestita. Non esistono ricette taumaturgiche, né basta la buona volontà di pochi. E’ necessario un serio “Progetto” che partendo dalla realtà che ci circonda e da ipotesi di fattibilità, seguendo un processo ben definito e calibrato ne stabilisca i modi, i tempi, le azioni e le misure da intraprendere per il raggiungimento di Obiettivi minimali, perché di questo si tratta, superati i quali è necessario riprogettare il tutto. Lo sviluppo turistico di un comune montano, come lo è Castroreale, non è assolutamente diverso da quello di altri comuni d’Italia se non con qualche eccezione. E’ pertanto cosa non priva di significato conoscere ciò che altrove è stato fatto e, nel valutarne i risultati, condividere o meno alcune scelte. Ciò significa, con umiltà, riconoscere che qualcuno è stato più bravo di noi e, perché no, tentare di imitarlo. Così, il dare dei segnali all’esterno con manifestazioni, attività culturali, passeggiate notturne ecc, che impegnano notevoli risorse ed energie, a poco servono se non si hanno dei ritorni in termini di maggior afflusso di turisti, maggiori presenze, più soggiorni. A tal proposito ben vengano i “Bed & Breakfast”, che dovrebbero maggiormente essere propagandati, pubblicizzati ed incentivati. Nessun operatore turistico è o sarà disponibile ad investire a Castroreale se non è certo di avere dei ritorni. E’ quindi di fondamentale importanza programmare gli interventi per tappe e a piccoli passi pianificando tutti gli interventi, mettendo da parte progetti di grossa portata che, anche se apprezzabili, sicuramente saranno irrealizzabili. E’ necessario farsi conoscere perché ci conoscano informando i nostri potenziali visitatori di ciò che possiamo offrire loro: la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni, le nostre opere d’arte, la bellezza del paesaggio e, non ultimo, le nostre montagne. E’ superfluo rilevare la valenza che domanda e offerta si incontrino. In caso contrario si è certi di andare incontro a un sicuro fallimento della nostra programmazione. Oggi si va alle Maldive, a Cuba ecc. non perché è un nostro vivo desiderio soggiornare in tali località, ma perché qualcuno, furbescamente nell’ombra, ci induce a tali scelte creando un bisogno. E’ quello che dobbiamo fare anche noi! Avrei molte altre cose da dire, ma non mi dilungo oltre. Il mio intento è solo quello di sollecitare il lettore a soffermarsi un attimo sul problema, su “come”, su “che cosa fare” e “con chi” operare in un immediato futuro, di aprire un confronto di idee che, sicuramente, ci faranno approdare a tangibili risultati. Sì, sono un ottimista. Il mio ottimismo nasce da una semplice considerazione: unendo le forze, le conoscenze, le professionalità di ciascuno di noi, scevri da ogni stupido campanilismo e velleitario protagonismo, seduti attorno ad un tavolo sarà possibile mettere in atto tutte quelle iniziative utili allo scopo. Dobbiamo provare a farlo! Genova, 03.04.2002 Paolo Faranda
Riteniamo utile spiegare brevemente il concetto di “turismo integrato del territorio”. L’idea non è nata spontanea e non ha nulla di geniale: è il frutto di un’attenta analisi del mercato turistico attuale che gli esperti del settore definiscono “paradosso turistico” nel quale la nostra associazione intende inserirsi al pari di tante altre. Le nuove motivazioni della domanda “vacanziera” mostrano il passaggio di quote di mercato da un turismo di massa e indifferenziato a realtà di turismo più specializzate e alternative con periodi di vacanza più corti ma ricorrenti nel corso dell’anno. Si incominciano a privilegiare parchi, riserve naturali, ambienti rurali legati alla tradizione e alla ricerca di prodotti tipici. La domanda di tale mercato è in continua crescita ed è sempre più differenziata e segmentata; da ciò la necessità di immettere sul mercato pacchetti turistici personalizzati per soddisfare le libertà individuali. Il termine “turismo” torna, per fortuna, al suo significato originario di fenomeno culturale come suggerisce la nota definizione di Daniel Mc Cannell “trama ideologica di storia, natura e tradizione, che ha il potere di dare nuova forma ai bisogni di cultura e natura”. E’ paradossale infatti che nell’era della globalizzazione o dell’omologazione del “tutto”, e quindi della presunta dissoluzione delle identità locali, qualunque cosa si presenti come dotata di specificità territoriale acquisti valore. L’Associazione “ANDROMEDA” si inserisce in questa realtà come valore aggiunto in quel movimento in atto per cui, di fronte ad una forza che porta al livellamento, partecipa al proliferare di domande di riconoscimento di identità locali, a una gara nel rispolverare ricette, prodotti, tradizioni, riti particolari, beni materiali e immateriali, appartenuti o meno alla storia. I territori dotati di specificità (tradizioni, cultura, storia, patrimonio artistico e paesaggistico) potranno giocare un ruolo da protagonisti, pur consapevoli di essere diversi rispetto alle maggioranze rumorose.
Riteniamo con un po’ di presunzione da un lato, ma confortati dai dati statistici dall’altro, che la nostra attività potrà essere di notevole interesse per la promozione culturale e turistica del territorio, in particolare di tutte quelle località, come i paesi collinari delle province siciliane, e non solo questi, che da anni stentano a trovare una risposta ai numerosi e spesso onerosi sforzi che i Comuni, Enti Locali ed Associazioni sopportano per meglio valorizzare e far conoscere il proprio paese. Abbiamo sempre sostenuto con piena convinzione che il Turismo con la T maiuscola non è un’estemporanea attività di cui si devono occupare solo le istituzioni, ma anche tutta la collettività che deve essere coinvolta attraverso una lenta ed incisiva azione culturale. Fare turismo è una operazione di Mercato e, come tale, deve essere gestita.
L’Associazione Culturale “ANDROMEDA” è convinta che l’Astronomia, culla di tutte le scienze, costituisca un forte ed importante richiamo sia per la sua valenza culturale, sia per gli aspetti altamente spettacolari che la caratterizzano e si propone quindi al territorio in questa luce. Ma non vogliamo restare soli: siamo aperti a qualsiasi forma di collaborazione in stretta sinergia con altre Associazioni, Enti Pubblici, Enti locali, privati cittadini, pienamente convinti che solo assieme potremo far crescere la nostra economia perché, nelle nostre zone, il turismo è, e deve essere, economia.
Per ulteriori informazioni e per sostenere l'iniziativa è possibile telefonare al numero 349/71.67.804 o scrivere all’indirizzo e-mail
Con l'espressione divulgazione scientifica si indica l'attività di comunicazione rivolta al grande pubblico che concorre a diffondere la cultura scientifica senza specifiche intenzioni formative, per accrescere la percezione dell'importanza della scienza nell'ambito delle attività umane e rafforzarne il radicamento nella società.
Molteplici sono gli attori che intervengono in questo processo, mossi da differenti motivazioni con uso di differenti mezzi, e con differenti finalità e strategie.
Strategie
Mentre il giornalismo e la comunicazione istituzionale (effettuata da ministeri ed enti di ricerca) perpetuano il classico modello della comunicazione unidirezionale ("one-to-many"), in numerosi contesti si è affermata l'impostazione anglosassone di esperienze bidirezionali, in cui si coinvolge il pubblico con attività manuali, interattive, partecipative e linguaggi contaminati, con la nascita di formati di divulgazione scientifica come i laboratori hands-on (basati sulla manipolazione e generalmente rivolti ai ragazzi), caffè scientifici (in cui lo scienziato conversa in ambienti informali come bar e caffè), forum partecipati, giochi di simulazione.
Queste modalità di comunicazione vengono presentate in occasione dei festival della scienza. In Italia il festival più esteso si svolge ogni anno a Genova (Festival della Scienza); esperienze analoghe sono nate in varie parti del Paese, anche se solo i festival di Perugia (Perugia Science Fest) e Genova sono inseriti nella rete europea del festival scientifici.
Ruolo dell'associazionismo
Le attività di associazionismo culturale nel campo della divulgazione scientifica sono rare. In Italia però stanno aumentando le associazioni dedite alla divulgazione scientifica che nascono soprattutto in ambito universitario o all'interno di enti di ricerca da parte di scienziati e ricercatori.
Nell'astronomia la situazione può essere diversa: l'astronomia amatoriale concorre alla disseminazione della scienza presso il pubblico non specializzato, ma contemporaneamente i gruppi astrofili sono coadiuvanti della stessa ricerca astronomica.
Attori e finalità
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Per una divulgazione efficace utilizza un planetario digitale, visita il sito della "Planetari Andromeda" http://www.planetarioandromeda.jimdo.com o vai alla pagina http://www9.jimdo.com/app/sfc77f01a5bd68ac3/p9a639636042c5800/
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PLANETARIO ANDROMEDA
Via Guglielmo Siracusa 47 - 98053 CASTROREALE (ME)
Tel. 349 7167804
La cupola del nostro planetario. Diametro m. 3,60
Informiamo i visitatori che per lavori di manutenzione dello stabile nel quale è installato il planetario, l'attività è sospesa fino alla fine di settembre, data di completamento.
Chi fosse ineteressato al noleggio della cupola e/o del sistema di videoproiezione potrà chiedere un preventivo chiamando il numero 349/7167804 o
inoltrare la richiesta all'indirizzo assandromeda@libero.it.
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NB: X = numero dei gruppi
Per prenotare visite individuali o di gruppo, scrivere a assandromeda@libero.it indicando la data, l'ora e il numero dei partecipanti o telefonare al numero 349 7167804.
IL PLANETARIO SULLA NOSTRA WEB TV
Dal 23 marzo 2011, in via sperimaqntale, tutte le presentazioni all’interno del planetario saranno trasmesse on line, in tempo reale, dalla nostra WEB – TV di “GLOMERA”, Astronomia in diretta. E’ sufficiente collegarsi alla pagina
http://www.assandromeda.it/la-nostra-web-tv/
Di seguito il calendario delle sessioni: